biografia-recensioni
biografia
Ivo Bonino nasce ad Almese (Valle di Susa) nel1950, dove vive e lavora, pittore fin dagli anni1970, al suo attivo ha oltre cinquanta mostre personali in Italia e all’estero, nonché innumerevoli collettive con gruppi italiani e stranieri.
La ricerca pittorica viene da lontano
ed amalgama, nell’attuale esperienza figurativa, recessi astratti e informali, che pur abbandonati per mille motivi, ritroviamo ancora presenti in certe campiture di colore e nelle profondità prospettiche dei suoi dipinti.
recensione ICARDI
.. Ivo Bonino
animo gentile ed elegante...
uomo e pittore...
non riesco a parlare dell’uno o dell’altro, per me Ivo Bonino è “semplicemente” così,
uno spirito nobile e fiero, animo pienamente espresso nelle sue opere.
Conosco l’artista da molto tempo, le sue opere sono mutate, si sono evolute, si sono
complicate, ma una cosa è rimasta invariata, l’anima con cui egli rappresenta la natura.
Di fronte ad un’opera di Ivo Bonino rimaniamo sbalorditi per la rappresentazione
imponente di Madre Terra, LEI, viva e feconda è resa dolce dall’uso del colore, steso a
strati leggeri, colori accostati con maestria e sapienza di chi vive veramente e
intensamente ciò che rappresenta.
La tavolozza è completa, tuttavia e dolce e ricercata, ogni pennellata è studiata,
pensata e messa al posto giusto, esattamente collocata dove deve essere.
Il risultato globale è di estrema gioia, la stessa del Bonino uomo, sempre composto, colto
e dalla parola collocata al momento e nel posto giusto.
Ivo Bonino è “l’Intenso” che tutti vorrebbero conoscere, la persona che tutti vorrebbero
per consigliera.
...personalmente...con un’ opera di Ivo Bonino sulla parete di casa ho sempre con me
una parte del suo animo... gentile ed elegante...
Alessandro Icardi
recensione D.BOMBARDIERE
Entrare nello studio di Ivo Bonino è come entrare in un angolo di Terra dove regna la
pace e l’armonia.
Fin dai primi scorci alle sue tele mi sono resa conto che i suoi dipinti erano finestre
aperte su paesaggi vivi e in costante movimento.
Le sue tele non vanno solo guardate, ma vanno vissute. Sono opere “da meditazione”,
opere in cui ricercare quella pace e quell’equilibrio che la nostra vita frenetica ci sottrae
istante dopo istante. Vivere i paesaggi di Ivo Bonino significa mettersi all’ascolto di
questi ed allora in quell’istante ti accorgi di come il vento che scompiglia le canne
accarezzi anche il viso di chi si immerge in essi, di come i suoni delle onde che si
infrangono sulla spiaggia deserta raggiungano le nostre orecchie cullandoci
amorevolmente e di come i profumi dei prati verdi in primavera inebrino la stanza.
Il paesaggio dunque non è un’immagine statica sempre uguale a se stessa, ma si muove,
ci parla ed ha la pretesa di essere ascoltato.
Così quegli ulivi contorti ma con le fronde generose ci narrano di come sia faticoso
vivere, crescere, svilupparsi seguendo una via che alle volte ci obbliga a bruschi
cambiamenti di rotta per poter comunque arrivare più in alto e di come poi la
ricompensa possa dare frutti, talvolta anche inaspettati.
Il confronto con l’ “humana conditio” si fa impellente.
Non vi sono figure umane nelle tele di Bonino ma nulla è più umano della lotta dell’ulivo
che nelle avversità non si limita a sopravvivere ma vive orgogliosamente, portando sulla
sua corteggia i segni della fatica.
La pittura si fa materica e le pennellate decise, con colori densi e vivi, caldi e intensi e
sopraggiunge la voglia di allungare la mano e sfiorare la tela con le dita per afferrare un
angolo di natura e portarsela a casa.
Daniela Bombardiere
recensione M.Salvati
I paesaggi di Ivo Bonino esistono e non esistono. Esistono in quanto
hanno una loro fondamentale realtà, composta da elementi
naturali che la caratterizzano in quanto tale: alberi, rocce,
torrenti, nuvole, fiori. Non esistono perché questi paesaggi non
sono la rappresentazione esatta di un dato oggettivo ma sono la
rielaborazione, profonda e spirituale, di un sentimento, di un
ricordo fugace, d’innamoramenti. Ivo Bonino li trasforma a suo _
piacere per creare una sorta di Eden dove l'uomo può riposare e
ritrovare se stesso. E dove si può cercare la pace? Nel
contemplare l’ambiente in cui vivi, nel saper decifrare i segni
lasciati dalle pieghe del tempo sul territorio, nel suo trasformare
ogni cosa aiutato dal lavoro instancabile dell' uomo.
I paesaggi di lvo sono, dunque, appunti di memoria. Quella che
l'artista ritrova nella quiete del suo studio elaborandone ogni
contenuto, ogni frammento assegnandogli, infine, una struttura
definitiva che si muta in pittura, in linguaggio segnico
comprensibile a tutti, perché la sua 'memoria' è anche la nostra.
Una pittura moderna, capace di infrangere i ritmi della
tradizione per cercare e trovare altre soluzioni formali e
stilistiche.
Quadri che sono veri atti d' amore verso l'ambiente in cui l'artista
vive. I paesaggi della Provenza, della Toscana o della Valle di
Susa vanno custoditi e difesi a spada tratta per le future
generazioni, per questo sono raffigurati con passionalità e
ardente intensità. Quello che colpisce davvero nella pittura di lvo
Bonino, al di là del suo talento chiarissimo ed indiscutibile, è la
capacità di trasmettere un’emozione forte, fortissima: la stessa da
lui sperimentata quando, per la prima volta, si è trovato di fronte
al fascino, esuberante e fisico, di un campo di lavanda, di un
ulivo, di una collina, di un lago.
Non esiste imitazione nei quadri di Bonino ma una libera
interpretazione di una realtà tangibile che si costituisce in oggetto
estetico e, in quanto tale, plasmabile a piacimento. Egli privilegia
spazi che hanno personalità, ne esplora l'essenza e il carattere per
poi trasmetterceli in un gioco impetuoso di colori caldi e
appassionati che assumono i contorni netti di limpidi corsi
d'acqua, di alberi secolari, di campi coltivati stretti in un esile
lingua di cielo.
l paesaggi di Ivo Bonino, dunque, esistono e non esistono. Esistono
perché abbiamo la fortuna di poterli ammirare in prima persona.
Non esistono in quanto altro non sono che 'luoghi perfetti' dove
noi tutti vorremmo vivere ma, purtroppo, solo i sogni possono
raggiungerli.
Marcello Salvati
Ottobre 2004